Sui dazi gli Usa snobbano l'Ue: "Saranno gli ultimi con cui troveremo un accordo"

 

Gli Stati Uniti non hanno alcuna fretta di raggiungere un'intesa con Bruxelles, con la deadline del 9 luglio per l'entrata in vigore delle tariffe al 50 per cento che si avvicina sempre più

Donald Trump - foto LaPresse (AP 

Gli Stati Uniti non hanno alcuna fretta di raggiungere un'intesa con l'Unione europea per evitare l'entrata in vigore dei nuovi dazi. Il Segretario al Commercio statunitense Howard Lutnick ha raffreddato le speranze di Bruxelles su un accordo rapido, spiegando che Washington sta dando priorità ad altri partner e che quello con l'Ue sarà probabilmente "l'ultimo" a essere completato.

"Sono ottimista sul fatto che possiamo arrivarci, ma l'Europa sarà probabilmente alla fine", ha detto a Cnbc, definendo Bruxelles "più che spinosa nei colloqui commerciali".

Pressione per un'intesa 

I negoziati tra Stati Uniti e Ue si sono intensificati nell'ultima settimana, con l'obiettivo di raggiungere almeno un accordo di principio prima dell'entrata in vigore dei nuovi dazi. Il termine fissato è il 9 luglio, quando scatteranno tariffe del 50 per cento su quasi tutte le esportazioni europee verso gli Usa.

Lutnick ha detto che Bruxelles è diventata più collaborativa solo dopo l'ultimatum di Donald Trump, che ha alzato dal 20 al 50 per cento i dazi per l'Europa: "All'improvviso hanno avuto un po' di religione e hanno fatto un'offerta adeguata".

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Fonti europee sottolineano che i contatti con Washington sono in corso da mesi, anche se inizialmente ignorati. Da un paio di settimane, però, i colloqui con Lutnick e con il rappresentante al Commercio Jamieson Greer si sono fatti più concreti. Bruxelles ha anche inserito nel team negoziale uno stretto collaboratore di Ursula von der Leyen, per accelerare le decisioni politiche. "Se sei un negoziatore commerciale devi avere pieno sostegno politico", ha spiegato una fonte alla Reuters.

La tattica europea

La decisione di rafforzare la delegazione europea è arrivata dopo una telefonata tra Trump e von der Leyen, in cui i due hanno concordato di dare una spinta ai negoziati. In seguito, Trump ha accettato di concedere più tempo alle trattative, fissando il 9 luglio come scadenza per un possibile accordo.

Trump ha già imposto dazi del 50 per cento su acciaio e alluminio europei, oltre a una tassa più elevata sulle importazioni di auto. A queste misure si aggiunge un dazio generalizzato del 10 per cento, che potrebbe salire al 50 dopo il 9 luglio. Secondo la Commissione europea, il 97 per cento dell’export Ue verso gli Stati Uniti, pari a 549 miliardi di euro, è a rischio.

Bruxelles ha preparato una contromossa: una lista di prodotti Usa da colpire con dazi per un valore di 95 miliardi di euro. Questa si aggiunge ai 21 miliardi già soggetti a misure ritorsive Ue, temporaneamente sospese per favorire il dialogo, anche se quelle americane sono rimaste in vigore.

 

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