L'imprenditore ipotizzava una possibile discesa in politica dell'amico, che però non ha mai ceduto alle lusinghe: "Per me Report vale più della presidenza del Consiglio". Non ci sono prove di un collegamento con l'attentato. Il giornalista: "La Procura guardi piuttosto alle inchieste sulla camorra in Veneto"
Nell'inchiesta aperta dalla Procura di Roma Lavitola risulta indagato come presunto mandante dell'attentato. Secondo i pm avrebbe chiesto a un suo collaboratore e "factotum", Gomes Clesio Tavares, cittadino camerunense di 47 anni, di "individuare soggetti in grado di reperire esplosivo e farlo esplodere davanti all'abitazione del giornalista". Il 16 settembre, un mese prima dei fatti, lo stesso Lavitola avrebbe effettuato con Gomes un sopralluogo "nei pressi dell'abitazione" del conduttore di Report. Ranucci si è detto "stordito" e "sconcertato" per gli sviluppi dell'inchiesta dicendosi certo che Lavitola, suo caro amico, "non avrebbe mai voluto fare del male né a me né alla mia famiglia".
Il sondaggio di Lavitola su Ranucci
Mentre l'inchiesta va avanti è emersa l'esistenza di un sondaggio ad hoc commissionato dall'indagato per valutare l'appeal politico di Ranucci. Repubblica ha rivelato che Lavitola sognava di far diventare l'amico Sigfrido il leader del campo largo. "Quando arriverai a Palazzo Chigi - gli avrebbe detto - io sarò il tuo Gianni Letta". Lusinghe a cui Ranucci non ha mai ceduto.
Raggiunto da "La Verità", Lavitola ha raccontato che l'idea della candidatura è nata dopo essere venuto a conoscenza di "ricerche", secondo cui il volto di Report "farebbe guadagnare alla coalizione di centrosinistra molti punti". L'imprenditore ha parlato di "sondaggi fatti da persone di assoluta credibilità dove i numeri erano del tutto incredibili", che però Ranucci non ha neanche voluto vedere.

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