Don Giulio Mignani, il sacerdote che si fa sbattezzare dopo la morte del papa: "Tacciato di eresia, abbandono la Chiesa"

 

Don Giulio Mignani, il sacerdote che si fa sbattezzare dopo la morte del papa: "Tacciato di eresia, abbandono la Chiesa"

Già sospeso per le sue idee progressiste in favore dell'eutanasia, dell'aborto e dei diritti delle persone Lgbtq+, l'ex parroco spiega i motivi per cui vuole abbandonare completamente la Chiesa

Giulio Mignani (foto Facebook)

Nei giorni di lutto per la morte di papa Francesco, Don Giulio Mignani fa sapere in una lettera aperta di voler abbandonare completamente le vesti sacerdotali e la Chiesa. L'ex parroco di Bonassola (La Spezia), era già stato sospeso "a divinis" dal vescovo della Spezia Monsignor Palletti per via delle sue idee progressiste in favore dell'eutanasia, dell'aborto e dei diritti delle Lgbtq+. Ora, però, il passo è ulteriore: Mignani ha chiesto di voler essere rimosso dall'elenco dei battezzati della Chiesa cattolica. 

Nella lettera inviata al vescovo Palletti, Don Mignani elenca le ragioni che lo hanno portato a maturare la decisione di "abbandonare non solo il sacerdozio ministeriale, ma anche la stessa appartenenza alla Chiesa". L'ex parroco spiega di non credere più "al valore 'ontologico' del battesimo", che ritiene "un semplice rito di appartenenza all'istituzione Chiesa", motivo per cui desidera "non essere più annoverato fra i battezzati".

"Voglio rispondere alla mia coscienza liberamente": la lettera aperta di Don Mignani

L'ex parroco scrive di non essere più disposto "a far tacere in me le esigenze della logica, della sana ragione, di un sentire compiutamente 'umano' e orientato alla compassione", e di voler rispondere alla propria coscienza liberamente "e non al dettato di un'autorità che mi chiede un'obbedienza acristica, tacciandomi di eresia per ogni pensiero non dogmaticamente orientato".



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