La scadenza per avere la pensione anticipata: chi rischia il rinvio dell'assegno e i 3 casi possibili

Entro il 1° maggio 2025 si può presentare la domanda di riconoscimento dello svolgimento di lavori usuranti. Per chi vale l'uscita in anticipo dal lavoro e tutte le istruzioni per fare richiesta

Foto di repertorio LaPresse
 riconoscimento dello svolgimento di lavori particolarmente faticosi e pesanti per l'accesso alla pensione anticipata nel 2026. Tutte le informazioni sono state diffuse in un messaggio del 5 marzo scorso dell'Inps, che ha anche fornito le istruzioni per fare richiesta. La domanda in questione può essere presentata anche dai lavoratori dipendenti del settore privato che hanno svolto lavori usuranti e che raggiungono il diritto alla pensione con il cumulo della contribuzione versata in una delle gestioni speciali dei lavoratori autonomi, secondo le regole previste per le gestioni speciali.

Attenzione, perché la presentazione della domanda di uscita anticipata dal lavoro oltre il termine del 1° maggio comporta il rinvio della decorrenza del trattamento pensionistico, con queste tempistiche:

  • un mese, per un ritardo della presentazione inferiore o pari a un mese;
  • due mesi, per un ritardo della presentazione superiore a un mese e inferiore a tre mesi;
  • tre mesi, per un ritardo della presentazione pari o superiore a tre mesi.

Meglio non tardare, dunque: si rischia di ricevere l'assegno mensile in ritardo.

Per chi vale l'uscita in anticipo dal lavoro

Nel dettaglio, l'uscita anticipata è possibile per diverse categorie di lavoratori, fra cui quelli appunto impegnati in mansioni particolarmente usuranti; lavoratori addetti alla cosiddetta "linea catena"; conducenti di veicoli adibiti a servizio pubblico di trasporto collettivo. Queste categorie, che maturano i requisiti dal 1° gennaio 2026 al 31 dicembre 2026, possono accedere alla pensione anticipata se sono in possesso di un'anzianità contributiva di almeno 35 anni (utile per il diritto alla pensione di anzianità) e, se lavoratori dipendenti, di un'età minima di 61 anni e 7 mesi (la quota da raggiungere è 97,6). Oppure, se lavoratori autonomi, di un'età minima di 62 anni e 7 mesi (in questo caso la quota è un po' più alta: 98,6).

I lavoratori notturni a turni: età minima e contributi

E poi ci sono i lavoratori notturni a turni. I lavoratori occupati di questa tipologia impegnati per un numero di giorni lavorativi pari o superiori a 78 all'anno possono conseguire il trattamento pensionistico se in possesso dei requisiti generali previsti per i lavoratori impegnati in mansioni particolarmente faticose e pesanti. Chi è impegnato dai 72 a 77 all'anno, invece, accede alla pensione anticipata se ha un'anzianità contributiva di almeno 35 anni e, se lavoratori dipendenti, di un'età minima di 62 anni e 7 mesi (quota 98,6). Se lavoratori autonomi di un'età minima di 63 anni e 7 mesi (quota 99,6).


Post a Comment

Nuova Vecchia