Roland Garros 2025, Musetti lotta, ma cede per problemi fisici. Un implacabile Alcaraz è il primo finalista


L'italiano regge due set giocando alla pari, perde male il terzo e all'inizio del quarto segmento di gara è costretto al ritiro per un problema alla coscia. Il numero due del mondo attende il vincitore della sfida tra Sinner e Djokovic

Niente blitz, niente pronostico sovvertito. Ad arrivare fino in fondo nella parte bassa del tabellone è ancora quel Carlos Alcaraz che difenderà il titolo del 2024, infrangendo già nella prima semifinale il sogno di quella sfida per il titolo parigino tutta Made in Italy. Tutto secondo quel copione che il cannibale della terra rossa ha cominciato a scrivere da tempo: da un anno a questa parte solo Djokovic nel match per l’oro olimpico e un Rune spietato a Barcellona nell’approfittare di un suo problema fisico sono riusciti ad interporsi tra il tennista iberico e la vittoria su questa superficie. E ci ha provato Lorenzo Musetti, nelle vesti di “underdog” di una semifinale a cui approcciava consapevole dei propri mezzi (e del fresco record di primo italiano a fare poker di semifinali sulla terra raggiunte a Montecarlo, Madrid, Roma e Roland Garros, il quinto nell’era “Masters 1000” dopo Nadal, Djokovic, Murray e Zverev) ma anche conscio del cartello di stop espostogli dallo spagnolo negli ultimi cinque incroci. E fermato, indietro di un set dopo i primi due giocati alla pari, da noie muscolari che lo obbligano ad alzare bandiera bianca dopo lo 0/6 incassato nel terzo.

L’approccio di Musetti è impeccabile soprattutto dal punto di vista della concentrazione, per nulla scalfita da due palle break concesse nel primo e nel settimo gioco ed annullate tenendo poi il servizio. Alcaraz invece è meno straripante del solito, come nel primo set perso contro il toscano a Montecarlo sbaglia qualche colpo di troppo: addirittura tre nel decimo gioco, tali da servire il break su un piatto d’argento all’italiano che chiude il primo set 6/4. I giri del motore dello spagnolo salgono ma Musetti c’è, e lo dimostra mettendo due gran toppe quando rimedia al servizio perso (per il 2-1 Alcaraz e sul successivo 6-5 con lo spagnolo in battuta per il set) operando un immediato controbreak nel game successivo. Il tema delle variazioni dei colpi portati dall’italiano resta centrale, con l’alternanza di top spin e slice con il rovescio e rallentando il ritmo dello scambio per poi accelerare, cosa che impedisce al numero due del mondo di trovare adeguata continuità nella misura dei colpi. Ma non basta a vincere il tie-break e andare sul 2-0: lo vince lo spagnolo 7-3 e la partita cambia.



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